Essere giovani oggi …

1 06 2006

Ciao, sono Max Morelli, un giovane praticante giornalista triestino che da qualche anno ha deciso di investire tempo, fatica e denari per promuovere e dare voce alla parola GIOVANI: desideri, problemi, progetti, dubbi e speranze.

Di seguito l’intervista rilasciata al CitySport in merito al dibattito svoltosi Venerdì 23 Febbraio al Tergesteo di Trieste con tema:”GIOVANI E POLITICHE GIOVANILI:PASSATO, PRESENTE, FUTURO…”

 

Dalla tua esperienza come presidente di un’Associazione giovanile che unisce sport e tempo libero, come vivono i giovani a Trieste la realtà al di fuori del mondo della scuola e del lavoro?
A Trieste, come in altre città, si è assistito negli anni ad un profondo cambiamento, le modalità, le occasioni di incontro e di socializzazione si sono stravolte, telefonini, consolle e informatica hanno reso la comunicazione facile ed allo stesso tempo superficiale. La ricerca di una passione comune e di nuovi stimoli si è affievolita così come l’entusiasmo nel far parte di qualcosa che li accomunasse. Ad aggiungersi a questo, la mancanza di spazi dedicati ai giovani in cui poter liberare creatività ed espressività ancora mancano in città e se ce ne fossero sarebbero fortemente ostacolati da una mentalità adulta che poco sopporta e ricorda le esigenze di sfogo giovanile. Conclusione, il bicchiere in mano è la soluzione più facile e preferita, il ballo e le occasioni di aggregazione sempre meno, gli stimoli ad esprimersi in diminuzione.
Di che cosa necessiterebbe maggiormente, la nostra città?
La nostra città necessiterebbe essenzialmente di una scossa di mentalità rinnovata, più aperta alle nuove esigenze dei giovani e rivolta al futuro, un futuro ormai privo di confini in cui le nuove generazioni possano essere motore di cambiamento e di innovazione al passo coi tempi. Per ora i giovani triestini sono solo spettatori del cambiamento in atto, bisognerebbe coinvolgerli all’azione dando loro la possibilità di esprimersi al meglio. Basterebbe dedicare uno solo degli spazi del porto o degli stabilimenti in disuso in città ai giovani, per poter poi veder nascere spontaneamente un catalizzatore di entusiasmo ed espressività, di incontro e di confronto, senza molestare il riposo altrui, allora credo si assisterebbe ad un lento ma inevitabile cambiamento di mentalità.
Di che cosa si lamentano maggiormente i ragazzi?
Lamentano la mancanza di luoghi in cui poter ballare, suonare e praticare attività culturali e sportive emergenti, che stimolino i loro interessi e alimentino il loro entusiasmo. Immagino un luogo con delle sale per far provare i gruppi musicali, un palco attrezzato ai concerti, un luogo dove ballare ed un playground per veder praticare gli sport e le discipline artistiche che d’inverno sono precluse dalle condizioni meteorologiche. L’incontro tra i ragazzi con interessi ed hobby diversi darebbe presto origine ad un mix di opportunità, idee ed entusiasmo che gioverebbe a tutta la città.
Giovani e politica: c’è un rapporto?
Troppe volte i giovani sono stati esclusi dalle scelte sul futuro della città. Non ci credono più. Bisognerebbe ricucire il rapporto con le istituzioni e il dialogo fra le generazioni, un dialogo al passo con i tempi. La politica deve cambiare in fretta ed adeguarsi alle rinnovate esigenze dei giovani ed ai mutamenti sociali in atto, legarsi troppo al passato allontana dal presente.
Quali consigli ai ragazzi per far uscire il proprio carattere, le proprie passioni?
Credere in sé stessi e portare avanti le proprie idee senza timore di sbagliare, gli errori servono ad imparare. Dando il meglio ed impegnandosi potranno realizzare qualsiasi cosa.
La realtà triestina è diversa da quella delle altre città italiane?
E’ troppo complicata, scoraggia l’iniziativa. La mentalità è complice in questo, il Triestino è accomodante ma criticone, il tanto decantato “NO SE POL” è frutto di un atteggiamento pigro per scaricare le proprie responsabilità a terzi ignoti. Si instaura così un circolo vizioso che demoralizza anche i più volenterosi.
Il convegno: quali necessità sono emerse?
Le politiche giovanili devono venir costruite facendo partecipare i giovani. I giovani dal canto loro devono porsi come interlocutori attivi, proporre, discutere e rimboccarsi le maniche sono le parole d’ordine.
Ci saranno altri incontri in futuro?
Non so quando, ma credo che un incontro solo tra giovani sarà il passo dovuto e necessario di un percorso che mi sono sentito di intraprendere per capire se questo “NO SE POL” potrà finalmente essere scardinato. Un forum giovanile dove raccogliere e alimentare l’entusiasmo e la vitalità dell’essere giovani.

Chi vorresti ringraziare? Ringrazio i relatori che hanno dato un quadro sulla situazione dei giovani molto dettagliato:
Massimiliano Capitanio: “Coop soc. La Quercia”
Renata Kodilja: Sociologa dell’Università di Udine.
Corrado Candian: Statistico per l’Osservatorio Giovani della Provincia di Trieste.
I Consiglieri regionali che si stanno prodigando nella creazione di un Forum Giovanile regionale:
Tamara Blazina e Alessandro Carmi.
Gli assessori che stanno promuovendo il confronto ed il dialogo con i giovani:
L’Assessore Marina Guglielmi: Provincia di Trieste-Area Giovani-Sociale-Disabili
L’assessore Giorgio Rossi: Comune di Trieste – Area Educazione Infanzia e Giovani.
I rappresentanti delle associazioni giovanili intervenute!
GRAZIE

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Guarda l’intervista a Beppe Grillo su Internet e le nuove potenzialità della comunicazione:


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1 06 2006
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