Intervista ad Henry Coronica, il primo Italiano a concludere la Femundlopet

20 03 2007

Dopo 86 ore giunge al traguardo della durissima competizione di sleddog con i suoi fedelissimi cani.
di MaxMorelli

 

la capo mutaRoros, Norvegia. Sono le ore 10.48 del 6 febbraio, il primo Italiano al mondo taglia il traguardo di una delle corse più dure ed impegnative di Sleddog in Europa, la Femundlopet . Henry Coronica e 8 splendidi cani ben addestrati riescono a percorrere i 500 Km di questa competizione dove vento, neve e freddo non risparmiano mai il loro impeto. Quattro giorni prima, alla partenza, le condizioni meteorologiche hanno scoraggiato molti equipaggi, facendo ritirare 9 di questi ma Henry ed i suoi cani erano troppo motivati per mollare tutto e ritornare a casa, la gara si sarebbe l’avrebbero fatta comunque! Nemmeno una tormenta di neve interminabile a metà gara ha fatto demordere questo team triestino, anzi lo ha visto unirsi ad altri 20 equipaggi da solidarietà e spirito di sopravvivenza, dimenticando la competizione e sostenendosi nella difficoltà. L’utilizzo dei cani per trainare le slitte ha origini antichissime, 4.000 anni fa nella Siberia centrale, ed è ancora diffuso come mezzo di trasporto nelle regioni che geograficamente bene si prestano alla sua pratica. Utilizzando i più svariati materiali per la costruzione delle slitte, dal legno alle ossa di balena ai blocchi di ghiaccio, le tribù samoiedo riuscirono a fare quello che in regioni più temperate come la nostra è stato svolto per secoli dai cavalli. Ai giorni nostri lo Sleddog è diventato disciplina sportiva, il team si compone di una muta di 8, 10 o 12 cani messa a traino di una slitta comandata dal “musher”, il Triestino Henry Coronica. Egli impartisce gli ordini in un dialetto di origine alaskana (“gee” a destra, “haw” a sinistra, “hike” vai, “whoa” stop) ed ha stabilito un rapporto con i suoi cani che và ben oltre al semplice sport.

Henry CoronicaCome è nata la tua passione per i cani?
Passione nata sin da piccolo, quando leggevo i romanzi scritti agli inizi del 1900 da Jack London.“Zanna Bianca” e “Il Richiamo della Foresta”, libri culto per me. Successivamente, nel 1996 durante le mie escursioni con gli sci al Passo del Tonale, ho conosciuto la Scuola Italiana Sleddog di Armen Khatchikian, un Italo-armeno che per 3 volte ha corso la mille miglia dell’alaskana IDITAROD, e che per primo ha portato questo sport e stile di vita in Italia. Mi sono quindi affiancato a lui, lavorando per 4 anni nella sua scuola e imparando i rudimenti dello sleddog. Nel 1999 trascorro una ottima esperienza come handler di Tim White, in Minnesota, allenando i suoi cani per le corse nord americane per poi visitare molti famosi mushers alaskani, campioni di corse di lunga distanza, approfondendo così le mie conoscenze su questi magnifici compagni d’avventura.

Che significato ha per te lo Sleddog e quale per i tuoi cani?
Sleddog per me è sinonimo di avventura, uno stile di vita ricco di valori tradizionali e sani. Il vivere in armonia con la natura, il rispetto e l’umiltà, lavoro duro e sacrificio, miopia e dolore, ma anche tanta volontà nel saper superare i problemi del mio team, delle mie avventure, ma anche e soprattutto della vita quotidiana. Quando sei in gara sei solo tu con i tuoi cani, solo con la tua forza di volontà. Per i cani da slitta invece, il traino è un gioco che nessuno insegna loro, infatti sono geneticamente preparati a questo tipo di sforzo, poiché da millenni i loro avi hanno fatto la stessa cosa, ma sta nel musher esperto mantenere lo stesso entusiasmo nel gruppo, anche quando la stanchezza e lo stress si fanno sentire. Un tono della voce rassicurante, positività, nascondere le possibili preoccupazioni, infonde loro tranquillità e coraggio dandogli la forza di resistere e continuare.

Sei stato il primo Italiano a portare a termine i 500 Km della
Finnmarkslopet nel 2005, ed ora la durissima Femundlopet, esperienze
che mettono a dura prova oltre al fisico anche il morale, quale allenamento svolgi per queste gare?

Le molte ore trascorse assieme ai cani, il rapporto di fiducia che si è creato tra noi e la grande forza di volontà, poi gli allenamenti di migliaia di Kilometri percorsi a Piancavallo presso la scuola di Sleddog ANTARTIKA. I cani sono stati seguiti da un equipe di medici e ricercatori di altissimo livello. L’equipe veterinaria, guidata dal dott. Roberto Guadagnini e coordinata dall’ ICF srl e da DRN srl, ha svolto un lavoro di ricerca attraverso la campionatura di prelievi di urine e l’uso dei microchip telematici applicati sui collari. A breve gli esiti potranno essere utili per scoprire di più su questi amici inseparabili dell’uomo.

Henry Coronica dove cerca resistenza e motivazione? A cosa
pensavi durante l’interminabile gara?

Durante quelle interminabili ore, a 30 sotto zero, nel bianco e silenzioso deserto di neve pensi solo ad evitare infortuni che possono costare caro quando sei da solo in posti così desolati.

So che oltre ad una dolce compagna hai anche una splendida bambina,
cosa tieni ad insegnarle sui cani e sugli animali in genere?

Spero che Sofia impari da questa nostra scelta di vita i valori in cui noi crediamo, il rispetto per la natura, l’amore per gli animali e che con la buona volontà ci si può avvicinare a ciò che si desidera.

 

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