Henry Coronica giunge terzo alla prima gara della stagione!

22 01 2008

di Max Morelli

Henry Coronica, l’unico atleta italiano che nel 2006 portò a termine la durissima Finnmarkslopet, ha conquistato il primo podio della stagione giungendo 3° classificato alla Lillholmsjo sled dog race con un distacco di 9 minuti dalla prima classificata e ad appena tre minuti dal secondo. La gara, composta di due tappe da 50 km, ha visto Henry partire con 12 cani per poi decidere di portarla a termine con 10, facendo così riposare quelli che gli parevano più affaticati.
Siamo a Gafsele, nella Lapponia svedese, è qui che Henry da nove mesi vive con la sua famiglia, una decisione importante frutto della grande passione per uno sport di cui i media parlano poco, lo sled dog. La scelta di abbandonare Trieste per trasferirsi in Svezia è da ricercare nella grande volontà e nella dedizione di Henry, ora premiate da questo incoraggiante risultato.
Le corse con i cani da slitta, dalla maggior parte delle persone sono conosciute solo richiamando alla memoria le avventure di Zanna Bianca, il romanzo scritto nei primi del ‘900 da Jack London; la bellissima storia raccontata nel libro riesce a descrivere perfettamente le difficoltà vissute da Henry ed i suoi cani durante le dure competizioni come questa corsa di media distanza, ambientata nei boschi e nelle distese bianche della Lapponia svedese. Le difficoltà iniziali dovute alle differenze di clima, di lingua e dalla lontananza dai propri parenti e amici, mettono a dura prova Henry e la sua famiglia, ed è soltanto dopo aver trovato la forza nella loro grande unione che tutto ciò viene superato facendo finalmente apparire tutto più chiaro e limpido come l’aurora che solo quel cielo può offrire. Ora però lascio che siano le parole di Henry a raccontarvi questa appassionante avventura.

Henry, grazie ad Internet e Skype, riusciamo a vederci e a parlare come se fossimo l’uno di fronte all’altro, raccontami della tua nuova casa e di ciò che hai trovato trasferendoti in Svezia.

Vivo a Gafsele con la mia famiglia ed i nostri 18 cani da slitta come già sai da quasi 9 mesi, è una piccola cittadina nel mezzo della Lapponia Svedese, a circa 3000 km da Trieste. All’inizio, prima della grande decisione, questa cittadina sembrava potesse diventare un luogo ideale per le nostre vacanze e per fare tappa prima di intraprendere le gare che si svolgono in questa regione, invece è diventata la nostra casa. Ci troviamo molto bene, siamo stati accolti con affetto dagli svedesi, i quali non esitano ad aiutarci in caso di necessità, comprendendo molto bene la nostra inesperienza nel vivere in luoghi come questo, dove la natura immensa e selvaggia domina, ma che una volta compresa è capace di darti tutto ciò di cui hai bisogno per vivere. Per me è come ritornare a scuola ed imparare tutto ciò che non ho appreso fino ad oggi. Qui la tradizione del vivere le stagioni con armonia, traendo dalle foreste i frutti, dagli animali la carne, si intreccia con l’uso quotidiano della più avanzata tecnologia nella comunicazione (mezzo che oggi non ci fa più sentire isolati nemmeno quassù).
Possiamo definire Gafsele la patria dello sled dog?
Gafsele è il luogo in Europa che ha la rete di tracciati per cani da slitta più bello e completo d’Europa, è il luogo dove nel 2007 si sono disputati i Campionati del Mondo, dove la cultura cinofila raggiunge livelli molto alti e dove ovviamente è ancora possibile far convivere persone e cani serenamente ed aggiungo che è anche un ottimo luogo dove far crescere i propri bambini. Oltre alla gente del luogo a Gafsele vivono molti stranieri (tedeschi, olandesi, svizzeri, belgi, estoni e finlandesi…) e quasi tutti si sono trasferiti qui per la stessa ragione, i cani da slitta e l’immensa natura.
Ti sei trasferito a Gafsele per dedicarti completamente a questo sport, cos’è cambiato nel tuo stile di vita e negli allenamenti?
Ho iniziato gli allenamenti ad agosto ed ora sono molto avanti rispetto agli anni passati, abbiamo percorso già 2000 km, in Italia questi erano i numeri di fine stagione! Qui non fai solo un allenamento di quantità ma riesci anche a dare quella qualità che mi è mancata prima, in questo periodo in particolare sto chiedendo alla mia muta di 12 cani di percorrere distanze sempre maggiori, e quando i paesaggi cambiano, le piste sono l’una diversa dall’altra, immersi in questa grande natura, anche i cani sono più eccitati ed invogliati. Stiamo percorrendo mediamente dai 50 ai 70 km, 4 volte alla settimana, ma arriveremo a farne fino a 150 al giorno entro fine febbraio. Poi un periodo di scarico e recupero, prima della Amundsen Race a fine marzo.
Immersi in questa natura incontaminata immagino che il senso di libertà sia incredibile, a quali pericoli puoi andare incontro con i tuoi cani?
Qui in slitta puoi partire la mattina e percorrere quanti chilometri vuoi, potresti addirittura pensare di raggiungere la costa o ancor meglio il circolo polare artico, basta fare attenzione a non attraversare tratti di lago o fiume il cui spessore di ghiaccio non sia sufficiente a sorreggere il nostro peso o cercare di frenare il team di cani quando questi avvistassero un alce o un gruppo di renne. Gli orsi, fortunatamente sono andati in letargo e i lupi sono molto schivi di natura!
Quale equipaggiamento porti con te durante le gare?
Le gare di media distanza come questa appena conclusasi sono lunghe 100 km divisi in 2 tappe, quindi non necessitano di tanta attrezzatura, lo stesso varrà per il Gafsele Open ai primi di febbraio, mentre per la Vindelfjellslopet di 200 km e la Amundsen Race di 400 km, dove le notti da passare fuori possono essere svariate, bisogna avere tutto ciò che serve. Lungo il percorso ci sono dei checkpoint dove bisogna sostare e far controllare i cani dai medici veterinari (per assicurarsi che i cani stiano bene), dopo aver recuperato le forze si riparte per il punto di controllo successivo e così via fino all’arrivo. Il primo che taglia il traguardo vince ma già arrivare al traguardo è una vittoria.
Ti stai adattando ad uno stile di vita completamente diverso, come stai vivendo questo cambiamento?
La grande differenza tra i mushers del sud Europa rispetto a quelli scandinavi è la capacità di riuscire a domare il freddo, la solitudine, le intemperie ed i pericoli. Chi nasce in questi luoghi cresce con queste conoscenze, per me invece c’è ancora molto da imparare, ma sto facendo strada. Il loro stile di vita è senza dubbio più coerente con l’ambiente, non viene interpretato come una sfida alla natura bensì come una convivenza pacifica.
Gli studi che i ricercatori di ICF e DRN hanno svolto sui tuoi cani stanno dando risultati concreti e a Lipsia sono stati presentati ad un convegno molto importante, cosa è emerso dalle ricerche di queste equipe?
La slitta di Henry Gli studi che si stanno realizzando sono importantissimi e complessi, ed in particolare riguardano l’ossidazione dell’atleta cane, le vie di dispersione delle kilocalorie, l’impatto scheletrico in queste dure avventure, ed il di-stress animale. Sono studi pionieristici che ICF srl – prodotti veterinari – e DRN – integratori ed alimenti – hanno voluto intraprendere per primi, unici nel loro genere a livello mondiale, ed è per questo che proprio qui in Lapponia, con i miei cani da slitta è nato LAPPLAND OPEN SKY LABORATORY & RESEARCH, un laboratorio a cielo aperto che solo in questo ambiente, con questi animali/atleti, in queste avventure può trovare risposte per aiutare a migliorare la vita di tutti i cani, anche quelli delle nostre città. Il convegno di Lipsia è stato solo l’inizio per comprendere dei risultati in continua evoluzione, è il principio di un lungo cammino scientifico.
Quali saranno gli avversari da battere nelle prossime gare?
Le mie stesse paure e le insidie che sono sempre in agguato e che posso affrontare solamente con le mie forze.

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2 responses

27 01 2008
Illo

Ottima intervista, di qualità. E’ un peccato che in Italia si viva di solo calcio

7 02 2008
Henry Coronica alla conquista della Lapponia « weZOO …l’animale in gabbia adesso sei tu!

[…] riposo cristallino c’è l’aurora, avvolgendo tutto con il suo splendido e magico mantello. QUI potrete leggere l’intervista […]

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