La leggerezza dell’essere, la mostra di Anna Acciarino

12 02 2008

Vi pubblico integralmente la recensione del critico d’arte Claudio Martelli, il quale vi introdurrà alle opere di Anna Acciarino, mia cara amica e scenografa triestina di assoluta professionalità e competenza, del cui operato si sono valsi registi e scenografi ai vertici delLa luna si svelò panorama italiano, arrivati a Trieste per catturarne l’essenza e molteplicità. La purezza d’animo e la gioia nell’esprimere sé stessa trovano espressione attraverso queste opere che trasportano l’osservatore in luoghi sognanti in cui perdersi è magia. -“Anche se la Acciarino si è sempre dichiarata null’altro che “scenografa”, ha sempre coltivato la passione per la pittura riportando nei ridotti formati dell’opera da cavalletto le sensazioni e le visioni più ampie del suo mestiere primario. Ne sono nate così tavole e tele soprattutto di paesaggio, realizzate in acrilico, improntate all’evocazione di atmosfere rese attraverso un colorismo intenso. Anche questa un’esperienza in fieri, aperta a successivi sviluppi nel segno di una creatività che domanda solo di trovare spazi adeguati per mettersi in evidenza. Un percorso in linea con altri artisti triestini che dalla scenografia sono transitati alla pittura, da Lorenzo Scarabellotto a Domenico Camisetta nel passato fino a Ferruccio Bernini, Claudio Fuchs ed altri contemporanei che hanno compiuto simili esperienze. Anna si è formata all’Istituto Statale d’Arte Nordio di Trieste ed ha acquistato il Diploma di Laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia con il massimo dei voti e lode. Che la scenografia fosse per Anna Acciarino una passione totale risulta evidente dal fatto che le sue prime prove risalgono già agli anni di studio nella città lagunare. Subito dopo, a partire dal 1999, è chiamata a misurarsi con scenografi di peso quali Sergio D’Osmo, Pierpaolo Bisleri, Alessandro Chiti, Marko Kravos, Paolo Biagetti, Francesco Bronzi ed altri con regista come Antonio Calenda, Francesco Macedonio, Francesco Salvi, Maurizio Soldà, Luigi Perelli, Giuseppe Tornatore. Verso l’infinitoImpegni professionali che la vedono coinvolta in ruoli diversi che vanno dalla progettazione alla realizzazione scenografica, all’arredamento di scena con responsabilità dirette o come assistente. Non solo nel teatro ma, specialmente negli ultimi anni, anche nel cinema e nella realizzazione di fiction televisive. Spettacoli importanti quali Fin de siecle, Indimenticabile serata, fiction popolari quali Madre Teresa, Un caso di coscienza e film come La Sconosciuta. Esperienze importanti e formative che hanno messo in luce non solo le sue capacità tecniche ma anche, e non è cosa secondaria, il desiderio di apprendere e di sperimentare il lavoro sul campo, da varie angolature, in vari luoghi, con vari maestri: per un giovane si tratta di una straordinaria opportunità”-.

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