Stay hungry…stay foolish…

26 04 2009

Non c’è bisogno di dire o commentare..molto si dice, troppo poco si ascolta.

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Il giornalismo, Internet e i blog secondo i miei studenti..

4 11 2008

Prima di leggere più sotto ascoltate questo podcast di Cristina creato durante il corso, una riflessione su un mondo costruito sbagliato per le persone diversamente abili. Le barriere da abbattere.mp3

Riporto la relazione sull’esperienza vissuta da Cristina Perini, una ragazza speciale e sensibile che ha trovato nel corso al quale ho avuto la possibilità e privilegio di insegnare l’utilizzo di Internet come valvola di sfogo per la propria creatività e personalità, una via per esprimere sè stessa, una via che spesso ai ragazzi diversamente abili come lei viene negata da una società priva di sensibilità e tempo per ascoltare, ecco le sue parole, (nessuna modifica o correzione è stata fatta):
-“Devo dire, sinceramente, che il corso di giornalismo è stato molto utile ed interessante. Prima di questo corso, non ero a conoscenza  delle varie potenzialità che ha un computer se usato in modo corretto. A dire il vero, non abbiamo solamente imparato ad utilizzare ed apprezzare il computer, ma anche e soprattutto, abbiamo cominciato a conoscere a fondo l’affascinante e misterioso mondo di internet. Con l’aiuto di questo fantastico strumento, abbiamo creato un blog (ifurbettini.blogspot.com) e, da lì, è iniziato tutto il nostro lavoro. A quel punto, abbiamo fatto ricerche sul rione di Valmaura, sulle barriere architettoniche della nostra città e, infine, attraverso un sondaggio,abbiamo chiesto agli adolescenti di questo rione cosa pensano su di esso e, soprattutto, come si potrebbe migliorarlo.
Attualmente i lavori non sono ancora terminati, speriamo di concluderli al più presto e nel migliore dei modi.
Per quanto mi riguarda questo corso, oltre ad avermi insegnato queste cose, mi ha insegnato ad esprimere meglio i miei sentimenti e le mie idee per iscritto. Inoltre, grazie alle cose che ho imparato, mi sono creata un blog (http://lospaziodicri.blogspot.com/), dove esprimo il mio parere su tematiche di attualità e episodi che mi colpiscono maggiormente.”
Cristina Perini
Un ringraziamento sentito all’ I.C di Valmaura per l’esperienza che ha fatto avere a questi ragazzi e a me in quanto loro insegnante per il corso “Internet, blog e web 2.0 gli strumenti dei giornalisti di domani”.

Aggiornamento:

Sono veramente orgoglioso di leggere gli articoli che stanno scrivendo i miei ragazzi sui loro blog presonali, hanno capito lo spirito della rete, l’hanno reinterpretato e ora i contenuti che vi inseriscono sono interessanti, colpiscono il segno e gli errori magicamente scompaiono.
Il breve percorso che ho condiviso con loro è servito forse più a me, la purezza e la genuinità delle loro parole mi illumina ogni volta che leggo qualcosa scritto di loro pugno. Se solo gli adulti potessero imparare ad essere spontanei e sinceri come i ragazzi potrebbero tornare a sorridere, emozionarsi ed arrossire di fronte alla bellezza di quella grande cosa che è la vita.
Forza ragazzi…faccio il tifo per voi.

Ecco i link del blog di Cristina http://lospaziodicri.blogspot.com/

e di Valentina http://bloggersattack.blogspot.com/





Generazione Pac-Man versione 2.1

19 05 2008

PacManComincerò con ..

Vi ricordate il simpatico giochino nato vent’anni fa? Lo scopo del gioco, citando la definizione data da Wikipedia è:Il giocatore dovrà guidare la creatura sferica di colore giallo, chiamata Pac-Man, facendole mangiare tutti i numerosi puntini disseminati ordinatamente all’interno del labirinto e, nel far questo, dovrà evitare di farsi toccare dai quattro fantasmi pena la perdita immediata di una delle vite a disposizione. Per facilitare il compito al giocatore sono presenti verso gli angoli dello schermo di gioco quattro pillole speciali che rovesceranno la situazione rendendo vulnerabili i fantasmi, che diverranno subito blu e faranno dietro-front, per un breve intervallo di tempo, in cui, per guadagnare punti, si potrà andare a caccia di loro, per mangiarli”. Perché questa introduzione ad un gioco degli anni ’80?

Clicca “Noi che…dallo zoo di 105” mentre leggi ti accompagnerà.

di MaxMorelli

-“Molti considerano che i giovani di oggi (che paragonerò al Pac-Man) abbiano troppo benessere e troppo di tutto, che non ne abbiano mai abbastanza! Vorrebbero ottenere tutto e subito (vedi Pac-Man che mangia tutti i puntini) ed in qualsiasi modo: fornir loro un rifiuto può scatenare reazioni imprevedibili, dalla depressione alla frustrazione, dal vandalismo alla violenza (perdita di una delle vite di Pac-Man). Ciò è frutto di un sistema (il labirinto di Pac-Man) in cui i ragazzi sono stati educati da una società adulta che vive di fretta, iperproduttiva, superficiale, che s’illude di scaricare la propria coscienza attraverso beni materiali supplendo così alla carenza di amore e di attenzioni, di gioco e di confronto.

Spesso si sente dire che i giovani di una volta sapevano accontentarsi o rinunciare, ma quelli di allora non subivano il bombardamento d’informazione, comunicazione e marketing estremo che li rendesse schiavi del consumismo. L’economia impone spesso dei riferimenti negativi e dei finti valori (ecco i Fantasmi che rincorrono Pac-Man). I media, nessuno escluso, suggeriscono violenza nelle immagini e nelle informazioni per attrarre l’interesse, ed i più fragili e i più soli ne subiscono il fascino pericoloso ed allo stesso tempo recepiscono un senso di inutilità. Come se tutto ciò non bastasse c’è da aggiungere un insieme di elementi contingenti all’epoca in cui viviamo.

Qual è il mondo in cui i giovani d’oggi vivono? Il mondo delle galline precarie Co.Co.Co. eliminabili in qualsiasi momento e senza un minimo di certezze, il mondo che ti fa fare mutui di quarant’anni per comprare 60mq di soffitta con bagno esterno e ti vende il cellulare a rate purché sia venduto. Il mondo che dalla caduta del muro di Berlino ha visto e continua a vedere confini che cadono ma che dall’attentato alle torri gemelle ne vede altri invisibili nascere. Il mondo delle telecomunicazioni estreme, possiamo parlare guardandoci negli occhi a migliaia di Km di distanza, ma per abbracciarci poi, usiamo il motore a scoppio, una tecnologia che ha più di 150 anni ed ha ridotto, assieme ad altre cause di origine umana, i nostri maestosi ghiacciai in ghiaccioli e le nostre coste in costine. Il mondo che giustifica i peccati dei ricchi e dei potenti ma che si accanisce su quelli dei poveri e più deboli. Il mondo del figlio bello e forte scelto fra le provette in vendita al supermercato e dei lifting per sembrare sempre giovani e belli, io adoro le rughe dei miei nonni, ognuna di esse è un’avventura, una disavventura o una storia che mi hanno raccontato tenendomi sulle loro ginocchia.

Ma chi sono i Fantasmi che ci inseguono dentro a questo labirinto cosparso di caramelle che di schema in schema ricompaiono e di cui ormai siamo assuefatti? I fantasmi hanno indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa e stracciati, ma guardano i braconi larghi con diffidenza. Hanno vissuto almeno una delle guerre mondiali e il ’68 ed ora non hanno più tempo per pensare ai problemi dei giovani. Spesso fanno politica, senza sapere che politica vuol dire “Arte di governare la città” e non “arte di tenersi stretta la poltrona”, altrimenti si chiamerebbe poltronitica! Se però non fanno politica forse giocano in borsa con i quattrini di quelli, che sbarcando il lunario, cercano di avvicinarsi alla sempre più lontana ed incerta pensione. Ma se non fanno né l’uno né l’altro? Magari si dedicano allo sport e si divertono ad illuderci che, almeno quello è un mondo sano e costruttivo, per poi ricordarci che vince chi ha più soldi e potere. Per fortuna, di mondiale ne abbiamo vinto uno anche noi, così non possono dire che non abbiamo avuto neanche quello. Ora che sapete le regole del Pac-Man vi chiederete quando arriveranno le pillole speciali che ribalteranno la situazione. La situazione in cui il Pac-Man può e deve mangiare i fantasmi..Vero?! Se non è così tornate all’inizio dell’articolo!

Le pillole le abbiamo sempre avute in tasca, solo che ce ne siamo scordati, perché la curiosità e la passione si sono indebolite a causa di tutte quelle caramelle che ci hanno fatto mangiare e che ci hanno saziato. Dipende da noi il nostro futuro, solo da noi giovani! O mangiamo tutte le caramelle per poi mangiarne ancora, ancora e ancora… Oppure prendiamo la super pillola che ci renderà invincibili e che magari ci farà diventare la generazione che cambierà le cose, che saprà camminare invece di correre, che sostituirà mille vuote parole con un abbraccio di cuore, che vivrà nel rispetto della natura che la circonda, che giocherà con i propri figli riempiendogli le mani di terra e non di soldi.





I giornalisti di domani: il blog dei ragazzi della Caprin è on-line

11 02 2008

Cosa vuol dire essere un giornalista? Che cos’è un blog? Cos’è il web 2.0? Cosa vuol dire “domani”?

iFurbettini

ifurbettini.blogspot.com

Spero che la risposta la possiate intravedere tra le righe di questo blog creato da alcuni ragazzi delle terze della scuola Media Caprin di Trieste, scuola in cui è attivo il corso sperimentale “Internet, blog e web 2.0 gli strumenti dei giornalisti di domani” e nel quale insegno con tanta soddisfazione le basi per utilizzare al meglio le tecnologie che il nostro secolo mette a disposizione degli aspiranti giornalisti o, semplicemente dei bloggers.
Non voglio parlare del blog in sé ma dello spirito che lo anima. Non entrerò nel merito, o nel demerito, di chi si è dimenticato o non ha mai saputo cosa voglia dire essere giornalista (gli esempi sono sotto gli occhi di tutti purtroppo) ma l’interesse dev’essere dedicato solo a loro, a iFurbettini, un gruppetto di studenti di 14 anni, armati di passione (rara ai giorni nostri) e di purezza tanto cristallina da oscurare qualsiasi altra cosa io legga dopo un loro articolo infarcito di errori e di pensieri che volano diretti dal cervello alle dita sulla tastiera “senza passare dal via”.

Una lezione del corso

Spero che questi ragazzi riescano a trovare sempre la strada che li conduca alle verità che la vita vorrà loro celare e che vengano ascoltati quando fosse il momento di raccontarle. Spero che non rinuncino alla prima difficoltà e neanche alla seconda, spero che sappiano gridare quando necessario e stare zitti quando non richiesto di parlare, spero che possano scegliere quello che è giusto fare o dire e spero che non seguano i consigli quando non servono o non sono richiesti.

Bravi ragazzi, ho imparato molto da voi.

il “prof”

 





Understanding art for geeks

27 01 2008

Understanding art for geeks

Understanding art for geeks

Interpretare l’arte, farla propria e trasformarla in qualcosa di nuovo a colpi di PS, in poche parole Paul the Wine Guy. Vi consiglio di dare un’occhiata a questa collection di opere ospitate su Flickr reinterpretate in un linguaggio comprensibile solo a chi sa cosa vuol dire GEEK senza cercarlo su wikipedia.. Anche Il Corriere della sera si è accorto di lui dopo essere rimbalzato da un lato all’altro della Blogosfera, piccolo particolare.. ne aveva “rubato” l’immagine senza citarne la fonte.. NON SI FA!!!
P.S Il Corriere si è corretto ed ora cita finalmente la fonte di queste “opere ver.2.0”

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Evviva mettono a posto lo skatepark!

10 12 2007

Se penso alle ore, ai giorni dedicati da decine di persone per portare alla riqualifica di quello spazio mi viene male. Lo skatepark sarà riqualificato: EVVIVA! Dovrei essere felice ma non lo sono perchè le polemiche mi hanno tolto il sorriso.

foto tratta da Skate RoomStoria: Quando ero piccolino ricevetti la mia prima tavola da skate Powell Peralta in regalo, avrò avuto si e no 12 anni, un incendio mi aveva appena portato via i ricordi della mia infanzia assieme alla mia casa. Con grandi sforzi i miei mi hanno fatto il gran regalo perchè sapevano mi avrebbe aiutato a pensare ad altro! Ad essere un ragazzino spensierato! Di li a poco (1991) conoscetti il grande Tony Hawk in piazza unità (foto qui a fianco tratta da Skate Room), mi firmò pure un autografo che tengo gelosamente da parte! Ogni giorno andavo da Valmaura (appartamento ACP) a Rozzol (Ex casa mia) in skate.. erano pochissimi i ragazzi che ci andavano a quei tempi ma già fastidiosi.. mi sentivo veramente un leone ad andarci anche se il massimo che sapevo fare era un’ollie di 30 cm e poco altro..
A 16 anni regalai la mia tavola ad un ragazzino che di soldi non ne aveva, io avevo la moto, la fidanzatina e giocavo a football ormai, però la tavoletta per me significava libertà e darla a lui voleva dire regalare un picolo sogno.
Negli anni ho conosciuto lo snowboard ed il surf, altre rivelazioni importanti per la mia crescita (ormai a 30 anni si è grandi e vaccinati). L’ambiente di questi sport è più amichevole e si praticano immersi nella natura, non sul cemento! Però ho tenuto sempre nel cuore il significato di quella tavoletta, sinonimo di autonomia e libertà ed ho sempre sofferto per la mancanza di strutture per i ragazzini di oggi in cerca di spazi ed espressività. Questo mi ha dato la voglia di combattere per strutture decenti, sicure e magari uno skatepark al coperto per tutto l’anno anche se di skate non ne voglio più sapere (le mie caviglie si metterebbero a piangere e non solo per questo motivo ormai!). Chissà perchè Trieste non ha mai sfornato un campione di skateboard.
EVVIVA! Mettono a posto lo skatepark!

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Xpression è sul Piccolo!

6 12 2007

Ecco l’articolo integrale e senza i limiti imposti dalla carta…hihihihihi
…a parte gli scherzi…. GRAZIE MICOL!!

Quando nasce l’associazione?
Xpression è nata nel momento in cui dei ragazzi hanno creduto di poter fare qualcosa in questa città semplicemente rimboccandosi le maniche e impegnandosi per ottenerla, in maniera umile e rispettosa ma determinata e concreta, nasce così il primo StreetJam al molo IV nell’estate 2004 con 2500 visitatori in una sola giornata dedicata alla street culture. Da allora il bisogno di trovare spazi e strutture adeguate, utili a dar sfogo alle nuove subculture urbane, ha accomunato una decina di ragazzi ricchi di aspettative, che spontaneamente hanno scelto di porsi alla città, alle sue istituzioni ed ai suoi cittadini come interlocutori rappresentativi delle nuove esigenze giovanili.
Nasce ufficialmente il 1 Marzo 2006 dopo un percorso nato dal basso e piccoli eventi organizzati in collaborazione con il negozio Extreme, la Cooperativa La Quercia e dall’ ASL i quali hanno saputo intravedere le potenzialità del gruppo stimolandone l’organizzazione in associazione. Nel momento in cui questo fatto verrà riconosciuto da tutte le istituzioni e l’associazione verrà interpellata per le scelte rivolte al mondo giovanile, allora esisterà per la città, riuscendo così ad esaudire le richieste di espressività di una parte di quell’esiguo 20% di giovani di Trieste. Sindaco aspettiamo di farci conoscere anche da lei!
Da chi è formata?
L’associazione, nata dal basso, è stata fondata da 14 ragazzi tra i 18 e i 30 anni, un team con competenze specifiche che spaziano dalla comunicazione all’organizzazione eventi, dalla musica agli sport emergenti, dall’informatica ai new media; garantendo alle istituzioni e alla città un appoggio nell’organizzazione di eventi vicini alle nuove realtà ed esigenze giovanili ed ai giovani stessi l’opportunità di dare sfogo alla propria espressività e creare occasioni che si possano tramutare in lavoro.
Con quali scopi-intenti è stata fondata?
Xpression si pone come obiettivo lo sviluppo di un percorso creativo per i giovani che partendo dall’idea o dall’esigenza passino alla realizzazione traducendola in progetti interpretabili dalle istituzioni.
Organizzando eventi sportivi e culturali, ci dedicheremo perciò a trovare o creare gli spazi dove far allenare ed esibire i Breakers ed i gruppi musicali , dove costruire o riqualificare strutture adatte agli sport emergenti come lo Skateboard, la Bmx e i pattini in linea; a formare gli ex giovani sulle attività dei i giovani. Cerchiamo di creare dei contesti dove far incontrare gruppi di ragazzi ed altre associazioni favorendone il confronto, lo spirito creativo e cercando con le istituzioni la partecipazione alle scelte per la città , collaborazione vitale e necessaria per una Trieste che si evolva e si adegui alla corrente che altre città hanno intrapreso da tempo.
Esiste una sede per Xpression?
Temporaneamente (quasi 2 anni aimè) ci ritroviamo dove possiamo, questo finché non troveremo uno spazio adeguato e non dispendioso per svolgere le nostre attività e candidarlo a luogo d’incontro catalizzatore di spirito creativo, il nostro sogno è uno spazio al coperto dove far allenare skaters e breakers, magari con dei pannelli per i graffiti e per le esibizioni musicali, un “playground della cultura da strada”.
Che tipo di eventi e progetti avete realizzato o intendete realizzare e su cosa si basa la vostra attività?
Tra i primissimi progetti che intendiamo realizzare, riteniamo essenziale concludere il percorso di riqualificazione dello Skatepark di San Giacomo intrapreso tre anni fa assieme al negozio Extreme, alla Quercia e all’Asl. Sono ormai una decina gli eventi organizzati assieme a questi soggetti con lo scopo di rivalutare l’area, speriamo diventino la dimostrazione che impegnandosi si può ottenere qualcosa di concreto per le esigenze dei giovani. Oltre a questo siamo impegnati su molti fronti, a Valmaura con un gruppo di energetici ragazzi della scuola media Caprin stiamo costruendo un blog di aspiranti giornalisti con le notizie sul quartiere e sulla città, esploriamo il territorio con un pizzico di curiosità e tanto entusiasmo armati di “fotofonino” (una volta tanto utilizzato al meglio). Partecipiamo inoltre, in base al principio della Cittadinanza Attiva, ad un progetto europeo chiamato Equal che prevede l’apertura di un’impresa sociale stanziata sul territorio, nel caso specifico il rione Ponziana – San Giacomo. Al momento sono in corso delle work-experience che hanno come destinatari alcuni giovani residenti del quartiere, attivate grazie all’approvazione di un progetto scritto anche da Xpression. L’anno passato abbiamo organizzato la più bella sfida di breakdance che la città abbia mai ospitato, il consorzio Ausonia ci ha concesso lo spazio, la Provincia ci ha dato una mano e così più di 50 iscritti si sono sfidati a colpi di evoluzioni a tempo di musica e intervallati dalle performance dei gruppi di rappers locali e i freestylers del freesbee, spettacolare ed entusiasmante vedere ragazzi dai 14 ai 25 anni divertirsi e competere con grande passione. A Marzo del 2008 per festeggiare i due anni di Xpression cercheremo di superarci organizzando un evento ancora più spettacolare, restate sintonizzati.
Cosa ne pensi dello skatepark di San Giacomo?
Purtroppo cade a pezzi ed è diventato veramente pericoloso, realtà a noi vicine come Nova Gorica o Capodistria hanno da anni delle strutture da far invidia al confronto del nostro micro skatepark malandato, una mentalità meno rigida e più flessibile ha permesso loro di creare dei park dove poter organizzare gare degne di un circuito europeo, noi non possiamo invitare dei campioni per un contest che si rispetti, purtroppo siamo fuori dal giro! Abbiamo i progetti creati da Federico Duse (aspirante architetto) per riqualificare l’area, successivamente vorremmo invitare dei campioni a partecipare a delle gare e a dimostrare il livello che si può raggiungere impegnandosi ed avendo le strutture adeguate.
Negli ultimi anni Trieste si è stropicciata gli occhi come se si fosse svegliata dopo un lungo sonno, le politiche giovanili sono state prese finalmente in considerazione ma si è riscontrata un’assenza cronica di spazi da destinare ad un pubblico giovane in cui non ci siano vincoli di espressività o di rumorosità. Le lamentele e le scaramucce (anche nella politica) devono lasciare posto alle idee ed ai fatti unendo le forze tutti quanti, solo così avremo una generazione di cittadini al passo con le nuove correnti culturali costruendo la società di domani, forse migliore.

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