Jetman: l’uomo che volò sulla Manica con le sue ali!

25 09 2008

Yves Rossy, lo svizzero di 49 anni ex pilota dell’aeronautica militare è riuscito nella grande impresa, quella di attraversare il Canale della Manica, partendo dalla Francia per atterrare in Inghilterra! Una nuova conquista per l’uomo!

Annunci




Ancora grande Henry Coronica!

9 04 2008

Articolo di Max Morelli





Domani la grande partenza della Amundsen Race!

27 03 2008
Una sosta nel cammino verso OstersundMancano poche ore al via della prima edizione della Amundsen Race, l’unica gara di sleddog al mondo ad attraversare due stati con i suoi 400 km di tracciato. Siamo ad Ostersund, Svezia, 80 equipaggi provenienti da tutta Europa sono pronti per la grande partenza di massa che alle 18 di domani li vedrà partecipare e competere nella prima edizione della Amundsen Race. Henry non vede l’ora che le bandiere del via vengano abbassate dando così il via alla gara e poter così liberare l’energia accumulata nell’attesa, i suoi cani fremono dalla voglia di correre in mezzo ai boschi della Lapponia. Alessandra Canestri, l’alpinista triestina che ha scalato quattro 8000mt. del mondo è arrivata un giorno prima di me qui in Svezia per fare da handler al team triestino, assisterà Henry ed i suoi cani durante tutte le fasi della competizione. Io documenterò la gara a bordo della motoslitta di Andreas, un ragazzo svedese di 17 anni che mi farà seguire la gara da vicino, dandomi così la possibilità di fotografare e filmare Henry lungo i 400 km della gara. Fuori dall’albergo l’eccitazione è palpabile, sono quasi 1000 i cani che domani saranno sulla linea di partenza, il tempo sembra essere clemente, la temperatura è di 10 gradi sotto lo zero, mantenuta costante dal cielo grigio e denso che nelle prossime ore scaricherà un po’ di neve sul tracciato di questa incredibile corsa!




Henry Coronica conquista la Lapponia!

7 02 2008
Ce l’ha fatta, Henry Coronica è arrivato primo al traguardo della Gafsele Open Mid Distance, la gara in cui i migliori team svedesi si contendono un posto in nazionale. Con il tempo di 4 ore, 43 minuti e 32 secondi ed un distacco di 28 min dal secondo, lo svedese Kjell Kieri, Henry giunge al traguardo con nove cani esausti dalle condizioni estreme di questa gara.Alla partenza del Gafsele Open, quest’anno si sono presentati 39 team e 230 cani divisi in sette classi, Henry, è riuscito a vincere contro quindici dei migliori mushers attualmente impegnati in competizioni di Sled dog europee proprio nella massima classe. news1-1202078759.jpg– “ La sua vittoria ha letteralmente stupito tutti, la prestazione dell’Italiano è stata una vera sorpresa, nessuno se lo aspettava “– così hanno commentato gli organizzatori sul sito web dell’evento, persino gli altri atleti hanno fatto visita ad Henry per complimentarsi con lui e per carpire qualche segreto sugli allenamenti a cui si sottopone assieme ai suoi cani. –“in realtà..” ci racconta Henry “non c’è nessun trucco ma solo tanto allenamento. Per disputare una gara come questa di Gafsele, che si sviluppa per 100km, ci siamo allenati a correrne una da 200km!”- Ecco svelato il “trucco” dell’Italiano che sta conquistando gli scandinavi per la sua tempra, la dedizione e la semplicità. –“L’impegno richiesto da queste ultime competizioni è stato ripagato, prima con un bel terzo posto ed ora dal gradino più alto del podio, siamo molto soddisfatti ma adesso dobbiamo riposare per recuperare le forze che ci serviranno in previsione della prossima durissima gara: i 180km della Vindelfjallslopet Long Distance Race che si terrà il 28 Febbraio!”, con queste parole Henry mi saluta e chiude la video conferenza per tornare a massaggiare le zampe sfinite dei suoi compagni d’avventure, all’esterno della sua casa ci sono 25 gradi sotto lo zero e la natura ha rallentato il suo ciclo per attendere la primavera, a vegliare su questo riposo cristallino c’è l’aurora, avvolgendo tutto con il suo splendido e magico mantello.
QUI potrete leggere l’intervista completa.

MaxMorelliFRA MENO DI DUE MESI RAGGIUNGERO’ HENRY PER LA AMUNDSEN RACE
I miei preparativi per raggiungere Henry in Lapponia sono a buon punto. A Marzo andrò ad Ostersund a documentarlo nella prima edizione della Amundsen Race, 400 interminabili km in cui i migliori mushers del mondo gareggeranno rendendo omaggio all’eploratore norvegese che per primo conquistò il Polo Sud, sarà per me la sfida più importante e impegnativa che abbia mai affrontato. La motivazione è tanta ed i dettagli a cui prestare attenzione lo sono ancor di più. Le temperature potrebbero toccare i -30 gradi e potrei trovarmi lungo il cammino di una bufera di neve, queste sono alcune delle variabili conosciute a cui posso prepararmi, ma ad incutermi veramente timore sono le variabili che non conosco, e che di solito non mancano mai nei racconti di avventura!

di Max Morelli





Henry Coronica primo davanti ai migliori team scandinavi!

5 02 2008

Ce l’ha fatta, Henry è arrivato primo al traguardo della Gafsele Open Mid Distance, la gara in cui i migliori team svedesi si contendono il posto in nazionale. Con il tempo di 4 ore, 43 minuti e 32 secondi ed un distacco di 28 min dal secondo, lo svedese Kjell Kieri, terzo l’altro svedese Andreas Renofeldt. Domani avrete maggiori dettagli sull’ultima impresa del nostro Henry!

(più in basso troverete l’intervista)

di Max Morelli





Henry Coronica giunge terzo alla prima gara della stagione!

22 01 2008

di Max Morelli

Henry Coronica, l’unico atleta italiano che nel 2006 portò a termine la durissima Finnmarkslopet, ha conquistato il primo podio della stagione giungendo 3° classificato alla Lillholmsjo sled dog race con un distacco di 9 minuti dalla prima classificata e ad appena tre minuti dal secondo. La gara, composta di due tappe da 50 km, ha visto Henry partire con 12 cani per poi decidere di portarla a termine con 10, facendo così riposare quelli che gli parevano più affaticati.
Siamo a Gafsele, nella Lapponia svedese, è qui che Henry da nove mesi vive con la sua famiglia, una decisione importante frutto della grande passione per uno sport di cui i media parlano poco, lo sled dog. La scelta di abbandonare Trieste per trasferirsi in Svezia è da ricercare nella grande volontà e nella dedizione di Henry, ora premiate da questo incoraggiante risultato.
Le corse con i cani da slitta, dalla maggior parte delle persone sono conosciute solo richiamando alla memoria le avventure di Zanna Bianca, il romanzo scritto nei primi del ‘900 da Jack London; la bellissima storia raccontata nel libro riesce a descrivere perfettamente le difficoltà vissute da Henry ed i suoi cani durante le dure competizioni come questa corsa di media distanza, ambientata nei boschi e nelle distese bianche della Lapponia svedese. Le difficoltà iniziali dovute alle differenze di clima, di lingua e dalla lontananza dai propri parenti e amici, mettono a dura prova Henry e la sua famiglia, ed è soltanto dopo aver trovato la forza nella loro grande unione che tutto ciò viene superato facendo finalmente apparire tutto più chiaro e limpido come l’aurora che solo quel cielo può offrire. Ora però lascio che siano le parole di Henry a raccontarvi questa appassionante avventura.

Henry, grazie ad Internet e Skype, riusciamo a vederci e a parlare come se fossimo l’uno di fronte all’altro, raccontami della tua nuova casa e di ciò che hai trovato trasferendoti in Svezia.

Vivo a Gafsele con la mia famiglia ed i nostri 18 cani da slitta come già sai da quasi 9 mesi, è una piccola cittadina nel mezzo della Lapponia Svedese, a circa 3000 km da Trieste. All’inizio, prima della grande decisione, questa cittadina sembrava potesse diventare un luogo ideale per le nostre vacanze e per fare tappa prima di intraprendere le gare che si svolgono in questa regione, invece è diventata la nostra casa. Ci troviamo molto bene, siamo stati accolti con affetto dagli svedesi, i quali non esitano ad aiutarci in caso di necessità, comprendendo molto bene la nostra inesperienza nel vivere in luoghi come questo, dove la natura immensa e selvaggia domina, ma che una volta compresa è capace di darti tutto ciò di cui hai bisogno per vivere. Per me è come ritornare a scuola ed imparare tutto ciò che non ho appreso fino ad oggi. Qui la tradizione del vivere le stagioni con armonia, traendo dalle foreste i frutti, dagli animali la carne, si intreccia con l’uso quotidiano della più avanzata tecnologia nella comunicazione (mezzo che oggi non ci fa più sentire isolati nemmeno quassù).
Possiamo definire Gafsele la patria dello sled dog?
Gafsele è il luogo in Europa che ha la rete di tracciati per cani da slitta più bello e completo d’Europa, è il luogo dove nel 2007 si sono disputati i Campionati del Mondo, dove la cultura cinofila raggiunge livelli molto alti e dove ovviamente è ancora possibile far convivere persone e cani serenamente ed aggiungo che è anche un ottimo luogo dove far crescere i propri bambini. Oltre alla gente del luogo a Gafsele vivono molti stranieri (tedeschi, olandesi, svizzeri, belgi, estoni e finlandesi…) e quasi tutti si sono trasferiti qui per la stessa ragione, i cani da slitta e l’immensa natura.
Ti sei trasferito a Gafsele per dedicarti completamente a questo sport, cos’è cambiato nel tuo stile di vita e negli allenamenti?
Ho iniziato gli allenamenti ad agosto ed ora sono molto avanti rispetto agli anni passati, abbiamo percorso già 2000 km, in Italia questi erano i numeri di fine stagione! Qui non fai solo un allenamento di quantità ma riesci anche a dare quella qualità che mi è mancata prima, in questo periodo in particolare sto chiedendo alla mia muta di 12 cani di percorrere distanze sempre maggiori, e quando i paesaggi cambiano, le piste sono l’una diversa dall’altra, immersi in questa grande natura, anche i cani sono più eccitati ed invogliati. Stiamo percorrendo mediamente dai 50 ai 70 km, 4 volte alla settimana, ma arriveremo a farne fino a 150 al giorno entro fine febbraio. Poi un periodo di scarico e recupero, prima della Amundsen Race a fine marzo.
Immersi in questa natura incontaminata immagino che il senso di libertà sia incredibile, a quali pericoli puoi andare incontro con i tuoi cani?
Qui in slitta puoi partire la mattina e percorrere quanti chilometri vuoi, potresti addirittura pensare di raggiungere la costa o ancor meglio il circolo polare artico, basta fare attenzione a non attraversare tratti di lago o fiume il cui spessore di ghiaccio non sia sufficiente a sorreggere il nostro peso o cercare di frenare il team di cani quando questi avvistassero un alce o un gruppo di renne. Gli orsi, fortunatamente sono andati in letargo e i lupi sono molto schivi di natura!
Quale equipaggiamento porti con te durante le gare?
Le gare di media distanza come questa appena conclusasi sono lunghe 100 km divisi in 2 tappe, quindi non necessitano di tanta attrezzatura, lo stesso varrà per il Gafsele Open ai primi di febbraio, mentre per la Vindelfjellslopet di 200 km e la Amundsen Race di 400 km, dove le notti da passare fuori possono essere svariate, bisogna avere tutto ciò che serve. Lungo il percorso ci sono dei checkpoint dove bisogna sostare e far controllare i cani dai medici veterinari (per assicurarsi che i cani stiano bene), dopo aver recuperato le forze si riparte per il punto di controllo successivo e così via fino all’arrivo. Il primo che taglia il traguardo vince ma già arrivare al traguardo è una vittoria.
Ti stai adattando ad uno stile di vita completamente diverso, come stai vivendo questo cambiamento?
La grande differenza tra i mushers del sud Europa rispetto a quelli scandinavi è la capacità di riuscire a domare il freddo, la solitudine, le intemperie ed i pericoli. Chi nasce in questi luoghi cresce con queste conoscenze, per me invece c’è ancora molto da imparare, ma sto facendo strada. Il loro stile di vita è senza dubbio più coerente con l’ambiente, non viene interpretato come una sfida alla natura bensì come una convivenza pacifica.
Gli studi che i ricercatori di ICF e DRN hanno svolto sui tuoi cani stanno dando risultati concreti e a Lipsia sono stati presentati ad un convegno molto importante, cosa è emerso dalle ricerche di queste equipe?
La slitta di Henry Gli studi che si stanno realizzando sono importantissimi e complessi, ed in particolare riguardano l’ossidazione dell’atleta cane, le vie di dispersione delle kilocalorie, l’impatto scheletrico in queste dure avventure, ed il di-stress animale. Sono studi pionieristici che ICF srl – prodotti veterinari – e DRN – integratori ed alimenti – hanno voluto intraprendere per primi, unici nel loro genere a livello mondiale, ed è per questo che proprio qui in Lapponia, con i miei cani da slitta è nato LAPPLAND OPEN SKY LABORATORY & RESEARCH, un laboratorio a cielo aperto che solo in questo ambiente, con questi animali/atleti, in queste avventure può trovare risposte per aiutare a migliorare la vita di tutti i cani, anche quelli delle nostre città. Il convegno di Lipsia è stato solo l’inizio per comprendere dei risultati in continua evoluzione, è il principio di un lungo cammino scientifico.
Quali saranno gli avversari da battere nelle prossime gare?
Le mie stesse paure e le insidie che sono sempre in agguato e che posso affrontare solamente con le mie forze.

Powered by ScribeFire.





Henry Coronica ed i suoi cani tornano all’attacco!

9 01 2008

Henry ed i suoi cani agli Europei di Tarvisio

Fra 3 giorni Henry ed i suoi cani gareggeranno per la prima gara di media distanza della stagione, mi ha chiesto di raggiungerlo per documentarlo da giornalista, amico e fan di sempre. Spero di trovare sostegno dai media per poter avere la possibilità di seguirlo in queste imprese. Qualcuno ha un copri-orecchie che non usa più e una telecamera??

AVVISO:

Il prossimo aggiornamento sul blog è fissato fra 5 giorni, quando Henry avrà portato a termine la gara .. restate connessi!  

LA GRANDE IMPRESA DI HENRY:

Siamo a Roros in Norvegia, ore 10.48 del 6 febbraio, il primo Italiano taglia il traguardo di una delle corse più dure ed impegnative di Sleddog in Europa, la Femundlopet. Henry Coronica e 8 splendidi cani ben addestrati riescono a percorrere i 500 Km di questa competizione dove vento, neve e freddo non risparmiano mai il loro impeto. Quattro giorni prima, alla partenza, le condizioni meteorologiche hanno scoraggiato molti equipaggi, facendo ritirare 9 di questi ma Henry ed i suoi cani erano troppo motivati per mollare tutto e ritornare a casa, la gara l’avrebbero portata a termine! Nemmeno una tormenta di neve interminabile a metà gara ha fatto demordere questo team triestino, anzi lo ha visto unirsi ad altri 20 equipaggi da solidarietà e spirito di sopravvivenza, dimenticando la competizione e sostenendosi nella difficoltà.

SLEDDOG, le origini:
L’utilizzo dei cani per trainare le slitte ha origini antichissime, 4.000 anni fa nella Siberia centrale, ed è ancora diffuso come mezzo di trasporto nelle regioni che geograficamente bene si prestano alla sua pratica. Utilizzando i più svariati materiali per la costruzione delle slitte, dal legno alle ossa di balena ai blocchi di ghiaccio, le tribù samoiedo riuscirono a fare quello che in regioni più temperate come la nostra è stato svolto per secoli dai cavalli. Ai giorni nostri lo Sleddog è diventato disciplina sportiva, il team si compone di una muta di 8, 10 o 12 cani messa a traino di una slitta comandata dal “musher”, il Triestino Henry Coronica. Egli impartisce gli ordini in un dialetto di origine alaskana (”gee” a destra, “haw” a sinistra, “hike” vai, “whoa” stop) ed ha stabilito un rapporto con i suoi cani che và ben oltre al semplice sport.

Come è nata la tua passione per i cani?
Passione nata sin da piccolo, quando leggevo i romanzi scritti agli inizi del 1900 da Jack London. “Zanna Bianca” e “Il Richiamo della Foresta”, libri culto per me. Successivamente, nel 1996 durante le mie escursioni con gli sci al Passo del Tonale, ho conosciuto la Scuola Italiana Sleddog di Armen Khatchikian, un Italo-armeno che per 3 volte ha corso la mille miglia dell’alaskana IDITAROD, e che per primo ha portato questo sport e stile di vita in Italia. Mi sono quindi affiancato a lui, lavorando per 4 anni nella sua scuola e imparando i rudimenti dello sleddog. Nel 1999 trascorro una ottima esperienza come handler di Tim White, in Minnesota, allenando i suoi cani per le corse nord americane per poi visitare molti famosi mushers alaskani, campioni di corse di lunga distanza, approfondendo così le mie conoscenze su questi magnifici compagni d’avventura.

Cosa vuol dire per te lo Sleddog e come viene vissuto dai tuoi cani?
Sleddog per me è sinonimo di avventura, uno stile di vita ricco di valori tradizionali e sani. Il vivere in armonia con la natura, il rispetto e l’umiltà, lavoro duro e sacrificio, miopia e dolore, ma anche tanta volontà nel saper superare i problemi del mio team, delle mie avventure, ma anche e soprattutto della vita quotidiana. Quando sei in gara sei solo tu con i tuoi cani, solo con la tua forza di volontà. Per i cani da slitta invece, il traino è un gioco che nessuno insegna loro, infatti sono geneticamente preparati a questo tipo di sforzo, poiché da millenni i loro avi hanno fatto la stessa cosa, ma sta nel musher esperto mantenere lo stesso entusiasmo nel gruppo, anche quando la stanchezza e lo stress si fanno sentire. Un tono della voce rassicurante, positività, nascondere le possibili preoccupazioni, infonde loro tranquillità e coraggio dandogli la forza di resistere e continuare.

Sei stato il primo ed unico Italiano a portare a termine i 500 Km della Finnmarkslopet nel 2005, ora hai conquistato la durissima Femundlopet, esperienze che mettono a dura prova oltre al fisico anche il morale, quale allenamento svolgi per queste gare?
Le molte ore trascorse assieme ai cani, il rapporto di fiducia che si è creato tra noi e la grande forza di volontà, poi gli allenamenti di migliaia di Kilometri percorsi a Piancavallo presso la scuola di Sleddog ANTARTIKA. I cani sono stati seguiti da un equipe di medici e ricercatori di altissimo livello. L’equipe veterinaria, guidata dal dott. Roberto Guadagnini e coordinata dall’ ICF srl e da DRN srl, ha svolto un lavoro di ricerca attraverso la campionatura di prelievi di urine e l’uso dei microchip telematici applicati sui collari. A breve gli esiti potranno essere utili per scoprire di più su questi amici inseparabili dell’uomo.

Henry Coronica dove cerca resistenza e motivazione? A cosa pensavi durante l’interminabile gara?
Durante quelle interminabili ore, a 30 sotto zero, nel bianco e silenzioso deserto di neve pensi solo ad evitare infortuni che possono costare caro quando sei da solo in posti così desolati.

So che oltre ad una dolce compagna hai anche una splendida bambina,
cosa tieni ad insegnarle sui cani e sugli animali in genere?

Spero che Sofia impari da questa nostra scelta di vita i valori in cui noi crediamo, il rispetto per la natura, l’amore per gli animali e che con la buona volontà ci si può avvicinare a ciò che si desidera.

Max Morelli