EXTREME STREETSHOW IL 5 SETTEMBRE IN PIAZZA UNITA’

26 08 2008

Il 5 settembre dalle 18 alle 21 scuoteremo piazza Unità con uno spettacolo condotto dalla anglo-cinese Miss Chee e il sottoscritto, Max Morelli che presenteranno gli energici rappers, breakers e le coreografie hip hopdelle scuole triestine. Vietato ai maggiori di 70 anni e a chi ha problemi alla cervicale!

Annunci




Generazione Pac-Man versione 2.1

19 05 2008

PacManComincerò con ..

Vi ricordate il simpatico giochino nato vent’anni fa? Lo scopo del gioco, citando la definizione data da Wikipedia è:Il giocatore dovrà guidare la creatura sferica di colore giallo, chiamata Pac-Man, facendole mangiare tutti i numerosi puntini disseminati ordinatamente all’interno del labirinto e, nel far questo, dovrà evitare di farsi toccare dai quattro fantasmi pena la perdita immediata di una delle vite a disposizione. Per facilitare il compito al giocatore sono presenti verso gli angoli dello schermo di gioco quattro pillole speciali che rovesceranno la situazione rendendo vulnerabili i fantasmi, che diverranno subito blu e faranno dietro-front, per un breve intervallo di tempo, in cui, per guadagnare punti, si potrà andare a caccia di loro, per mangiarli”. Perché questa introduzione ad un gioco degli anni ’80?

Clicca “Noi che…dallo zoo di 105” mentre leggi ti accompagnerà.

di MaxMorelli

-“Molti considerano che i giovani di oggi (che paragonerò al Pac-Man) abbiano troppo benessere e troppo di tutto, che non ne abbiano mai abbastanza! Vorrebbero ottenere tutto e subito (vedi Pac-Man che mangia tutti i puntini) ed in qualsiasi modo: fornir loro un rifiuto può scatenare reazioni imprevedibili, dalla depressione alla frustrazione, dal vandalismo alla violenza (perdita di una delle vite di Pac-Man). Ciò è frutto di un sistema (il labirinto di Pac-Man) in cui i ragazzi sono stati educati da una società adulta che vive di fretta, iperproduttiva, superficiale, che s’illude di scaricare la propria coscienza attraverso beni materiali supplendo così alla carenza di amore e di attenzioni, di gioco e di confronto.

Spesso si sente dire che i giovani di una volta sapevano accontentarsi o rinunciare, ma quelli di allora non subivano il bombardamento d’informazione, comunicazione e marketing estremo che li rendesse schiavi del consumismo. L’economia impone spesso dei riferimenti negativi e dei finti valori (ecco i Fantasmi che rincorrono Pac-Man). I media, nessuno escluso, suggeriscono violenza nelle immagini e nelle informazioni per attrarre l’interesse, ed i più fragili e i più soli ne subiscono il fascino pericoloso ed allo stesso tempo recepiscono un senso di inutilità. Come se tutto ciò non bastasse c’è da aggiungere un insieme di elementi contingenti all’epoca in cui viviamo.

Qual è il mondo in cui i giovani d’oggi vivono? Il mondo delle galline precarie Co.Co.Co. eliminabili in qualsiasi momento e senza un minimo di certezze, il mondo che ti fa fare mutui di quarant’anni per comprare 60mq di soffitta con bagno esterno e ti vende il cellulare a rate purché sia venduto. Il mondo che dalla caduta del muro di Berlino ha visto e continua a vedere confini che cadono ma che dall’attentato alle torri gemelle ne vede altri invisibili nascere. Il mondo delle telecomunicazioni estreme, possiamo parlare guardandoci negli occhi a migliaia di Km di distanza, ma per abbracciarci poi, usiamo il motore a scoppio, una tecnologia che ha più di 150 anni ed ha ridotto, assieme ad altre cause di origine umana, i nostri maestosi ghiacciai in ghiaccioli e le nostre coste in costine. Il mondo che giustifica i peccati dei ricchi e dei potenti ma che si accanisce su quelli dei poveri e più deboli. Il mondo del figlio bello e forte scelto fra le provette in vendita al supermercato e dei lifting per sembrare sempre giovani e belli, io adoro le rughe dei miei nonni, ognuna di esse è un’avventura, una disavventura o una storia che mi hanno raccontato tenendomi sulle loro ginocchia.

Ma chi sono i Fantasmi che ci inseguono dentro a questo labirinto cosparso di caramelle che di schema in schema ricompaiono e di cui ormai siamo assuefatti? I fantasmi hanno indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa e stracciati, ma guardano i braconi larghi con diffidenza. Hanno vissuto almeno una delle guerre mondiali e il ’68 ed ora non hanno più tempo per pensare ai problemi dei giovani. Spesso fanno politica, senza sapere che politica vuol dire “Arte di governare la città” e non “arte di tenersi stretta la poltrona”, altrimenti si chiamerebbe poltronitica! Se però non fanno politica forse giocano in borsa con i quattrini di quelli, che sbarcando il lunario, cercano di avvicinarsi alla sempre più lontana ed incerta pensione. Ma se non fanno né l’uno né l’altro? Magari si dedicano allo sport e si divertono ad illuderci che, almeno quello è un mondo sano e costruttivo, per poi ricordarci che vince chi ha più soldi e potere. Per fortuna, di mondiale ne abbiamo vinto uno anche noi, così non possono dire che non abbiamo avuto neanche quello. Ora che sapete le regole del Pac-Man vi chiederete quando arriveranno le pillole speciali che ribalteranno la situazione. La situazione in cui il Pac-Man può e deve mangiare i fantasmi..Vero?! Se non è così tornate all’inizio dell’articolo!

Le pillole le abbiamo sempre avute in tasca, solo che ce ne siamo scordati, perché la curiosità e la passione si sono indebolite a causa di tutte quelle caramelle che ci hanno fatto mangiare e che ci hanno saziato. Dipende da noi il nostro futuro, solo da noi giovani! O mangiamo tutte le caramelle per poi mangiarne ancora, ancora e ancora… Oppure prendiamo la super pillola che ci renderà invincibili e che magari ci farà diventare la generazione che cambierà le cose, che saprà camminare invece di correre, che sostituirà mille vuote parole con un abbraccio di cuore, che vivrà nel rispetto della natura che la circonda, che giocherà con i propri figli riempiendogli le mani di terra e non di soldi.





Ancora grande Henry Coronica!

9 04 2008

Articolo di Max Morelli





Domani la grande partenza della Amundsen Race!

27 03 2008
Una sosta nel cammino verso OstersundMancano poche ore al via della prima edizione della Amundsen Race, l’unica gara di sleddog al mondo ad attraversare due stati con i suoi 400 km di tracciato. Siamo ad Ostersund, Svezia, 80 equipaggi provenienti da tutta Europa sono pronti per la grande partenza di massa che alle 18 di domani li vedrà partecipare e competere nella prima edizione della Amundsen Race. Henry non vede l’ora che le bandiere del via vengano abbassate dando così il via alla gara e poter così liberare l’energia accumulata nell’attesa, i suoi cani fremono dalla voglia di correre in mezzo ai boschi della Lapponia. Alessandra Canestri, l’alpinista triestina che ha scalato quattro 8000mt. del mondo è arrivata un giorno prima di me qui in Svezia per fare da handler al team triestino, assisterà Henry ed i suoi cani durante tutte le fasi della competizione. Io documenterò la gara a bordo della motoslitta di Andreas, un ragazzo svedese di 17 anni che mi farà seguire la gara da vicino, dandomi così la possibilità di fotografare e filmare Henry lungo i 400 km della gara. Fuori dall’albergo l’eccitazione è palpabile, sono quasi 1000 i cani che domani saranno sulla linea di partenza, il tempo sembra essere clemente, la temperatura è di 10 gradi sotto lo zero, mantenuta costante dal cielo grigio e denso che nelle prossime ore scaricherà un po’ di neve sul tracciato di questa incredibile corsa!




La leggerezza dell’essere, la mostra di Anna Acciarino

12 02 2008

Vi pubblico integralmente la recensione del critico d’arte Claudio Martelli, il quale vi introdurrà alle opere di Anna Acciarino, mia cara amica e scenografa triestina di assoluta professionalità e competenza, del cui operato si sono valsi registi e scenografi ai vertici delLa luna si svelò panorama italiano, arrivati a Trieste per catturarne l’essenza e molteplicità. La purezza d’animo e la gioia nell’esprimere sé stessa trovano espressione attraverso queste opere che trasportano l’osservatore in luoghi sognanti in cui perdersi è magia. -“Anche se la Acciarino si è sempre dichiarata null’altro che “scenografa”, ha sempre coltivato la passione per la pittura riportando nei ridotti formati dell’opera da cavalletto le sensazioni e le visioni più ampie del suo mestiere primario. Ne sono nate così tavole e tele soprattutto di paesaggio, realizzate in acrilico, improntate all’evocazione di atmosfere rese attraverso un colorismo intenso. Anche questa un’esperienza in fieri, aperta a successivi sviluppi nel segno di una creatività che domanda solo di trovare spazi adeguati per mettersi in evidenza. Un percorso in linea con altri artisti triestini che dalla scenografia sono transitati alla pittura, da Lorenzo Scarabellotto a Domenico Camisetta nel passato fino a Ferruccio Bernini, Claudio Fuchs ed altri contemporanei che hanno compiuto simili esperienze. Anna si è formata all’Istituto Statale d’Arte Nordio di Trieste ed ha acquistato il Diploma di Laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia con il massimo dei voti e lode. Che la scenografia fosse per Anna Acciarino una passione totale risulta evidente dal fatto che le sue prime prove risalgono già agli anni di studio nella città lagunare. Subito dopo, a partire dal 1999, è chiamata a misurarsi con scenografi di peso quali Sergio D’Osmo, Pierpaolo Bisleri, Alessandro Chiti, Marko Kravos, Paolo Biagetti, Francesco Bronzi ed altri con regista come Antonio Calenda, Francesco Macedonio, Francesco Salvi, Maurizio Soldà, Luigi Perelli, Giuseppe Tornatore. Verso l’infinitoImpegni professionali che la vedono coinvolta in ruoli diversi che vanno dalla progettazione alla realizzazione scenografica, all’arredamento di scena con responsabilità dirette o come assistente. Non solo nel teatro ma, specialmente negli ultimi anni, anche nel cinema e nella realizzazione di fiction televisive. Spettacoli importanti quali Fin de siecle, Indimenticabile serata, fiction popolari quali Madre Teresa, Un caso di coscienza e film come La Sconosciuta. Esperienze importanti e formative che hanno messo in luce non solo le sue capacità tecniche ma anche, e non è cosa secondaria, il desiderio di apprendere e di sperimentare il lavoro sul campo, da varie angolature, in vari luoghi, con vari maestri: per un giovane si tratta di una straordinaria opportunità”-.





I giornalisti di domani: il blog dei ragazzi della Caprin è on-line

11 02 2008

Cosa vuol dire essere un giornalista? Che cos’è un blog? Cos’è il web 2.0? Cosa vuol dire “domani”?

iFurbettini

ifurbettini.blogspot.com

Spero che la risposta la possiate intravedere tra le righe di questo blog creato da alcuni ragazzi delle terze della scuola Media Caprin di Trieste, scuola in cui è attivo il corso sperimentale “Internet, blog e web 2.0 gli strumenti dei giornalisti di domani” e nel quale insegno con tanta soddisfazione le basi per utilizzare al meglio le tecnologie che il nostro secolo mette a disposizione degli aspiranti giornalisti o, semplicemente dei bloggers.
Non voglio parlare del blog in sé ma dello spirito che lo anima. Non entrerò nel merito, o nel demerito, di chi si è dimenticato o non ha mai saputo cosa voglia dire essere giornalista (gli esempi sono sotto gli occhi di tutti purtroppo) ma l’interesse dev’essere dedicato solo a loro, a iFurbettini, un gruppetto di studenti di 14 anni, armati di passione (rara ai giorni nostri) e di purezza tanto cristallina da oscurare qualsiasi altra cosa io legga dopo un loro articolo infarcito di errori e di pensieri che volano diretti dal cervello alle dita sulla tastiera “senza passare dal via”.

Una lezione del corso

Spero che questi ragazzi riescano a trovare sempre la strada che li conduca alle verità che la vita vorrà loro celare e che vengano ascoltati quando fosse il momento di raccontarle. Spero che non rinuncino alla prima difficoltà e neanche alla seconda, spero che sappiano gridare quando necessario e stare zitti quando non richiesto di parlare, spero che possano scegliere quello che è giusto fare o dire e spero che non seguano i consigli quando non servono o non sono richiesti.

Bravi ragazzi, ho imparato molto da voi.

il “prof”

 





Henry Coronica conquista la Lapponia!

7 02 2008
Ce l’ha fatta, Henry Coronica è arrivato primo al traguardo della Gafsele Open Mid Distance, la gara in cui i migliori team svedesi si contendono un posto in nazionale. Con il tempo di 4 ore, 43 minuti e 32 secondi ed un distacco di 28 min dal secondo, lo svedese Kjell Kieri, Henry giunge al traguardo con nove cani esausti dalle condizioni estreme di questa gara.Alla partenza del Gafsele Open, quest’anno si sono presentati 39 team e 230 cani divisi in sette classi, Henry, è riuscito a vincere contro quindici dei migliori mushers attualmente impegnati in competizioni di Sled dog europee proprio nella massima classe. news1-1202078759.jpg– “ La sua vittoria ha letteralmente stupito tutti, la prestazione dell’Italiano è stata una vera sorpresa, nessuno se lo aspettava “– così hanno commentato gli organizzatori sul sito web dell’evento, persino gli altri atleti hanno fatto visita ad Henry per complimentarsi con lui e per carpire qualche segreto sugli allenamenti a cui si sottopone assieme ai suoi cani. –“in realtà..” ci racconta Henry “non c’è nessun trucco ma solo tanto allenamento. Per disputare una gara come questa di Gafsele, che si sviluppa per 100km, ci siamo allenati a correrne una da 200km!”- Ecco svelato il “trucco” dell’Italiano che sta conquistando gli scandinavi per la sua tempra, la dedizione e la semplicità. –“L’impegno richiesto da queste ultime competizioni è stato ripagato, prima con un bel terzo posto ed ora dal gradino più alto del podio, siamo molto soddisfatti ma adesso dobbiamo riposare per recuperare le forze che ci serviranno in previsione della prossima durissima gara: i 180km della Vindelfjallslopet Long Distance Race che si terrà il 28 Febbraio!”, con queste parole Henry mi saluta e chiude la video conferenza per tornare a massaggiare le zampe sfinite dei suoi compagni d’avventure, all’esterno della sua casa ci sono 25 gradi sotto lo zero e la natura ha rallentato il suo ciclo per attendere la primavera, a vegliare su questo riposo cristallino c’è l’aurora, avvolgendo tutto con il suo splendido e magico mantello.
QUI potrete leggere l’intervista completa.

MaxMorelliFRA MENO DI DUE MESI RAGGIUNGERO’ HENRY PER LA AMUNDSEN RACE
I miei preparativi per raggiungere Henry in Lapponia sono a buon punto. A Marzo andrò ad Ostersund a documentarlo nella prima edizione della Amundsen Race, 400 interminabili km in cui i migliori mushers del mondo gareggeranno rendendo omaggio all’eploratore norvegese che per primo conquistò il Polo Sud, sarà per me la sfida più importante e impegnativa che abbia mai affrontato. La motivazione è tanta ed i dettagli a cui prestare attenzione lo sono ancor di più. Le temperature potrebbero toccare i -30 gradi e potrei trovarmi lungo il cammino di una bufera di neve, queste sono alcune delle variabili conosciute a cui posso prepararmi, ma ad incutermi veramente timore sono le variabili che non conosco, e che di solito non mancano mai nei racconti di avventura!

di Max Morelli